Triste storia di un collezionista di dischi

Avevo circa 16 anni quando andai per la prima volta ad una fiera del disco. Era il 1989 e vicino all’aeroporto milanese di Linate, presso il parco di Novegro, si teneva una delle prime edizioni di Vinylmania. A quell’eta facevo già qualche lavoretto che mi permetteva di comprare qualche disco in vinile oltre alle primissime edizioni stampate in cd. Ormai era passato più di un anno dalla folgorazione di Lovesexy e nella mia libreria erano presenti tutti e 10 gli album di Prince. A Novrego in realtà ci capitai per caso, quell’anno mio fratello aveva aperto un negozio di noleggio cd a Monza, e fu lui a portarmi a quell’evento. 
diDi quella giornata ricordo indistintamente 2 momenti, il primo davanti al banco di un venditore inglese con una serie di cd a me allora sconosciuti, con titoli strani, con canzoni nascoste, con segreti da scoprire. La parola tecnica è bootleg. Per chi non è un appassionato di musica questa parola può sembrare strana, il dizionario la classifica come “registrazione originale audio o video effettuata abusivamente e messa in vendita senza l’autorizzazione del titolare dei diritti”. Davanti a me due titoli, il primo un cd singolo “A Better Place 2 Die” e il secondo un cd doppio dal nome “Wonderboy”. Al tempo ascoltavo Prince diverse ore al giorno, conoscevo tutte le canzoni di ogni album, la loro disposizione e l’anno di pubblicazione. Ma quel CD aveva dietro di sé una serie di titoli a me completamente sconosciuti! Il secondo titolo invece sembrava essere un concerto dal vivo, assomigliava molto al film di “Sign ‘O’ The Time”. Aprendo quel CD però avevo notato che vi erano stampati le diciture Interview e a dirla tutta ero profondamente scettico che su quel supporto ci fosse realmente registrato un concerto dal vivo del mio idolo. Il prezzo poi per quei due titoli era folle, più di 100.000 lire. Mi scuso con i lettori più giovani se il metro di paragone è sconosciuto, mi basti dire che allora un operaio guadagnava circa 1. milione, 1.200.000 lire. Ma la curiosità era tanta e decisi comunque di comprare entrambi i titoli, fu poi abbastanza fortunato col senno del poi, il doppio CD dal vivo non era altro che la registrazione del concerto di Parigi del 1987; il CD singolo invece con quelle tracce a me sconosciute furono una vera e propria sorpresa. Ma qua entra in gioco il secondo momento di quella giornata, l’incontro con due persone, di cui permettetemi non farò nome e cognome, che cambiarono letteralmente la mia vita da collezionista. Si avvicinarono a me mentre consultavo alcuni vinili remix del periodo di Parade. Ricordo di aver parlato con loro per diversi minuti sulle peculiarità musicali del genio di Minneapolis. La fine della discussione si era concretizzata con lo scambio dei numeri di telefono di casa, e sì, ai tempi non c’erano ancora i cellulari e l’unico modo per rimanere in contatto era quello di scambiarsi i numeri di telefono di casa.

Nei giorni seguenti mi incontrai con uno di questi due ragazzi alla fermata della metropolitana della linea verde di Milano a Romolo, relativamente vicino a casa mia, l’incontro con questa persona fu la vera svolta della mia carriera di collezionista. Lui si presentò con un sacchetto della spesa con una ventina di musicasette registrate. Erano concerti, outtakes, rehearsal, soundcheck. All’interno del sacchetto c’erano anche diversi numeri della rivista Raro, fu molto premuroso a farmi vedere come c’era un’intera sezione dedicata al collezionismo di dischi e allo scambio di registrazioni. Questa persona mi consegno quel sacchetto, mi disse di prendermi tutto il tempo necessario e di duplicarmi con calma quelle registrazioni, cosa che feci nel minor tempo possibile. Il dado ormai era tratto, ero entrato in quello che era il meraviglioso mondo del collezionismo, e non parlo solo delle versioni più strane di versioni ufficiali ma anche e soprattutto di tutto quello che era l’underground musicale di Prince. Iniziai a contattare freneticamente altri collezionisti, a preparare scrupolosamente una lista del materiale che era il mio possesso ed inviarla a quante più persone possibile. Il tempo passava e ricordo che allora oltre alla mancanza dei cellulari non esisteva neanche Internet. Molti ragazzi non sanno che cosa voglia dire vivere senza Rete, sono cresciuti in un mondo totalmente connesso. Allora il nostro Internet si chiamava poste italiane, il nostro cellulare era la Sip.

Agli inizi degli anni 90 ci furono altri due episodi a dare una netta svolta alla mia carriera di collezionista. Il primo fu la rivista Uptown, una fanzine prodotta da alcuni ragazzi svedesi, non era nulla di ufficiale, ma per i tempi era veramente ben fatta ed era uno dei pochi strumenti Per approvvigionarsi di notizie sul nostro idolo. Nei primi numeri, in ultima pagina, si potevano anche pubblicare degli annunci, per poter entrare in contatto con altri Fans. Ebbi la fortuna di pubblicare il mio annuncio nel quinto numero. La rivista veniva distribuita in tutta Europa. Ormai avevo da poco passato la maggiore età, e non avevo la più pallida idea di quello che stava per accadere. Iniziai a ricevere decine e decine di lettere da ragazzi di tutta Europa, a quelle lettere erano allegate delle liste, alcuni breve, altre infinite. Alcuni ragazzi possedevano addirittura tutte le registrazioni di un intero tour. Centinaia e centinaia di cassette audio!

Il secondo episodio che segnò quegli anni fu l’incontro con un ragazzo svizzero. Dopo alcune lettere ci scambiamo i numeri di telefono, Abitava nella parte tedesca, ma qualcosa di italiano lo spiaccicava. Ricordo ancora che ci incontrammo in piazzale Cordusio a Milano. Questo ragazzo, di cui purtroppo non ricordo più il nome, mi porto in regalo una cassetta che aveva personalmente registrato. Era un concerto di Milano di qualche anno prima, esattamente del Lovesexy tour. La data era quella del 17 luglio 1988. Quella data non era presente in nessuna delle liste che possedevo. Era una delle poche date che non circolavano registrate in audio. Accettai molto volentieri il suo regalo e passai tutta la sera e buona parte della notte ad ascoltare avidamente la registrazione. Per prima cosa il concerto si sentiva molto bene, si capiva che era la registrazione master in secondo luogo lo confrontai con le altre due serate quella del 15 è quello del 19. Il dubbio più grosso era che fosse un falso, che mi avesse spacciato quella registrazione come la serata del 17 quando in realtà poteva essere una delle altre due già conosciute. Invece no, era il 17! Mi ci vollero diversi giorni per scrivere a mano una lettera a tutte le persone che conoscevo e che collezionavano registrazioni di Prince, scelsi con cura per ogni collezionista la sua registrazione più rara chiedendola come merce di scambio per il mio concerto.

Oggi abbiamo la possibilità di scambiarci un film in 4K in poche ore tramite internet, in quegli anni invece ci volevano intere settimane per spedire la lettera e attendere la risposta, duplicare la registrazione, impacchettarla , andare in posta e spedirla. Si sa che il tempo è galantuomo, e nell’arco di qualche mese, per l’enorme felicità della custode del mio condominio, ricevetti decine e decine di pacchi con altrettante registrazioni rare di Prince. Credo di essere arrivato prima di partire per il militare ad avere più di 1000 cassette del mio idolo musicale … ma i tempi stavano per cambiare…

Gli anni del militare furono quelli a cavallo tra il 1995 e il 1996, fu un anno lontano da casa e lontano soprattutto dalle mie passioni. Al mio ritorno la priorità era quella del lavoro, di iniziare ad essere un uomo, di essere autosufficiente. Ma gli anni successivi furono anche caratterizzati dall’arrivo di una nuovissima tecnologia.

Una nuova alba per l’umanità, Internet! Certo si navigava con modem alla velocità di 56 kb/s, i siti Internet erano pressoché testuali, poche immagini. Ma fu in quegli anni che conobbi quelli che ancora oggi sono tra i miei più cari amici. Anche qua non farò nomi e cognomi, ma ricordo che fu proprio uno di loro a far riscoprire e rinascere in me quella passione che negli anni si era un po’ assopita. Nel frattempo la tecnologia si era evoluta e alle ormai obsolete cassette si erano sostituiti i più moderni compact disk registrabili, se all’inizio degli anni 90 avevo passato molto del mio tempo a scambiare TDK 60/90, gli anni 2000 mi portarono centinaia di CDR.
Quegli anni furono un periodo di grandi uscite, fu anche per me un momento economicamente favorevole che mi permise di aumentare la collezione di vinili e cd, italiani o giapponesi, di singoli o di remix, di promo o di picture disc.
 
Intanto internet cresceva, aumentava la possibilità di scambiarsi sempre più quantità di dati … le Poste Italiane non erano più necessarie, in rete ci si poteva scambiare di tutto.
 
Oggi rimane una grande libreria dell’ikea piena di libri, cd e vinili. 

Più di una volta mi è capitato di rimanere fermo davanti a Lei. Si alle volte mi sembra di impersonificare la mia Libreria ad un essere umano.

Lei contiene ormai decine d’anni di collezione. Forse mi conosce più di ogni altro …
 
Mi faccio sempre la stessa domanda, chi si prendera cura di Lei quando io non ci saró piu… dei miei cd, dei miei vinili, dei miei libri.
 
Questa è la triste storia di un collezionista di dischi.