Prince – Around the World in a Day (1985/2025)
Introduzione
Nel 1985, mentre il mondo ancora danzava sulle note di Purple Rain, Prince spiazzò pubblico e critica con un album che non aveva nulla a che vedere con il successo planetario appena conquistato.
Around the World in a Day fu una virata improvvisa verso territori spirituali, psichedelici e quasi mistici: un viaggio nel suo universo interiore, dove la ricerca artistica contava più del consenso.
Oggi, quarant’anni dopo, quell’opera torna in una riedizione deluxe curata da NPG Records, Paisley Park Enterprises, Warner Records e Legacy Recordings, in uscita il 21 novembre 2025.
Un’operazione di restauro sonora e filologica che ridona splendore al disco originale, ma che lascia anche un retrogusto agrodolce per l’assenza di vere scoperte dalla leggendaria Vault di Prince.
1985: l’anno della svolta
Dopo l’impatto mondiale di Purple Rain, Prince avrebbe potuto replicare la formula del successo.
Ma il suo genio non conosceva comfort zone. Invece di cavalcare la popolarità, decise di ritirarsi a Minneapolis, registrare in segreto e pubblicare un disco completamente diverso — quasi un atto di ribellione verso le logiche del mercato.
Around the World in a Day uscì il 22 aprile 1985, quasi senza promozione.
La Warner Bros. non diffuse singoli in anticipo né annunci pubblicitari. Tutto avvenne in silenzio, come un messaggio da decifrare: chi voleva capire, avrebbe ascoltato.
L’album debuttò comunque al primo posto della Billboard 200, ma le reazioni furono contrastanti. Alcuni fan lo considerarono un passo troppo distante dal funk-rock di Purple Rain, altri lo accolsero come un capolavoro d’avanguardia.
Col tempo, è diventato uno dei dischi più rispettati del suo catalogo, proprio per quella sua volontà di “disobbedienza artistica”.
L’universo sonoro: tra psichedelia, soul e spiritualità
Con Around the World in a Day, Prince costruì un paesaggio sonoro multicolore, sospeso tra sogno e riflessione.
È un album dove il ritmo lascia spazio alla melodia, e la produzione scintillante dei precedenti lavori si trasforma in qualcosa di più caldo e sperimentale.
Le influenze sono molteplici: la psichedelia dei Beatles, la world music, il soul mistico di Curtis Mayfield, il pop orchestrale. Ma il risultato è solo suo: una miscela inimitabile di intuizione, sensualità e ricerca spirituale.
Tra i momenti più significativi:
“Around the World in a Day” – un’apertura esotica, costruita su oud e percussioni orientali, nata da un demo scritto da David Coleman, fratello di Lisa Coleman.
“Paisley Park” – una visione utopica di libertà creativa e armonia collettiva, che anticipa la nascita del futuro studio di registrazione e marchio di Prince.
“Condition of the Heart” – una delle ballate più eleganti e malinconiche della sua carriera.
“America” – una jam travolgente di oltre venti minuti nella versione estesa, simbolo della sua capacità di fondere groove e protesta.
“The Ladder” – una parabola spirituale che mescola fede, amore e aspirazione all’elevazione.
In tutto l’album, il messaggio è chiaro: per Prince la musica è un mezzo di trasformazione. Non vuole solo intrattenere, ma aprire nuove dimensioni di ascolto.
The Revolution: la band come estensione del suo genio
Sebbene Prince resti l’architetto di ogni suono, Around the World in a Day porta fortemente l’impronta dei The Revolution, la band che aveva contribuito a definire il suo sound negli anni ’80.
Lisa Coleman e Wendy Melvoin sono il cuore armonico del disco: i loro arrangiamenti vocali e strumentali aggiungono leggerezza e profondità emotiva.
Dr. Fink, Brown Mark e Bobby Z. mantengono la struttura ritmica solida, anche se qui meno dominante rispetto a Purple Rain.
David Coleman introduce strumenti acustici e sonorità orientali che ampliano il linguaggio sonoro di Prince.
A differenza dei lavori precedenti, Around the World in a Day non punta sulla spettacolarità della band live, ma su un dialogo più intimo tra i musicisti.
È un disco in cui la collettività e la spiritualità si fondono in un’unità musicale coesa e poetica.
La riedizione 2025: splendore tecnico, ma niente rivelazioni
Per celebrare il quarantesimo anniversario, la riedizione 2025 arriva in più formati:
CD rimasterizzato in stereo, curato da Bernie Grundman, lo storico ingegnere del suono di Prince, con il supporto di Chris James.
Mix Dolby Atmos, creato dai nastri multitraccia originali, disponibile solo sulle piattaforme streaming compatibili (Apple Music, Tidal, Amazon Music).
Edizioni fisiche: CD standard, Deluxe 2CD, 3LP Deluxe Edition su vinile 140g, e Picture Disc esclusivo per lo store ufficiale.
Il suono è più limpido e arioso: gli strumenti guadagnano spazio, le voci emergono con chiarezza, e l’intero album respira in modo nuovo.
I fan potranno riscoprire sfumature sottili, come il riverbero delle chitarre acustiche o i cori più arretrati di Lisa e Wendy.
Tra i bonus troviamo remix e versioni estese già note:
America (22 min), per la prima volta su CD.
Hello (Fresh Dance Mix), Girl (Extended) e Paisley Park Remix.
Le due versioni di 4 The Tears in Your Eyes, brano originariamente legato al progetto umanitario We Are the World.
Dal punto di vista tecnico, è un lavoro ineccepibile.
Ma dal punto di vista curatoriale, la delusione è evidente.
Nessuna traccia inedita, nessun demo, nessun estratto live o outtake dalla Vault.
Nonostante si tratti di uno dei periodi più fertili della carriera di Prince, la riedizione si ferma a una riproposizione elegante, senza approfondire il dietro le quinte della creazione dell’album.
Molti fan si aspettavano una vera Super Deluxe Edition — sulla scia di quelle dedicate a 1999 o Sign ‘O’ The Times — con sessioni alternative e rarità.
Invece, questa edizione si limita a un restauro perfetto, ma prevedibile: una celebrazione più estetica che archeologica.
Il box dei singoli 7” per il Record Store Day
A completare il quadro, arriva il box Around the World in a Day – The Singles, in uscita il 28 novembre 2025 per il Record Store Day Black Friday.
Un cofanetto limitato e numerato che raccoglie cinque vinili da 7”, ognuno stampato su vinile colorato e presentato in repliche fedeli delle copertine originali:
Raspberry Beret (vinile color lampone)
Paisley Park (vinile pesca)
Pop Life (vinile giallo)
America (vinile bianco)
4 The Tears in Your Eyes (vinile trasparente, con entrambe le versioni storiche)
Ogni disco include la b-side originale rimasterizzata (She’s Always in My Hair, Hello, Girl e altre).
Un set raffinato e irresistibile per collezionisti, ma anche qui più nostalgico che innovativo: un omaggio dallo sguardo rivolto al passato.
Un’eredità ancora viva
Riascoltare Around the World in a Day nel 2025 è come entrare di nuovo in un sogno.
L’album non ha perso nulla del suo fascino visionario: anzi, il restauro ne esalta la profondità emotiva e l’equilibrio tra spiritualità e sensualità.
Tuttavia, resta la sensazione di un’occasione mancata.
La Vault, con la sua infinità di nastri, continua a custodire i veri segreti di quegli anni.
E mentre il suono diventa sempre più limpido, ciò che i fan desiderano è un viaggio più profondo — un accesso diretto al processo creativo, ai momenti di studio, alle prove, ai dubbi e alle intuizioni che hanno plasmato un’epoca.
La speranza è che questa riedizione sia solo un passo verso un futuro progetto più ambizioso, capace di restituire non solo il suono, ma anche l’anima del periodo 1984–1986.
Conclusioni
Around the World in a Day rimane una delle opere più coraggiose e personali di Prince: un disco che rifiutò di essere commerciale, scegliendo invece di essere eterno.
La riedizione del 2025 ne riafferma la grandezza tecnica e la sua modernità, ma non aggiunge nuove pagine alla storia.
È un viaggio nel passato che fa brillare l’originale con luce nuova, ma lascia aperta la domanda più grande: quando potremo davvero esplorare tutto ciò che la Vault ancora nasconde?
Andrea Galbiati
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