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Libri in Italiano

Scopri i migliori libri su Prince in italiano, un percorso tra biografie, saggi musicali e testimonianze che raccontano la vita, l’arte e la spiritualità del Genio di Minneapolis.
Questa sezione raccoglie biografie ufficiali, analisi scritte da critici musicali, e libri realizzati da fan che hanno vissuto in prima persona l’impatto culturale e musicale di Prince Rogers Nelson.

Ogni volume offre una prospettiva diversa: dalle origini alla rivoluzione del Minneapolis Sound, dalle canzoni che hanno segnato un’epoca fino al mistero della sua simbologia.
Un archivio pensato per chi desidera conoscere Prince non solo come artista, ma come uomo, visione e ispirazione.

Leggere questi libri significa entrare nel suo universo creativo, tra parole e immagini che celebrano una carriera senza confini.
Un punto di riferimento per chi cerca biografie di Prince in italiano, approfondimenti musicali, curiosità e storie scritte con passione.
Un omaggio al suo segno, al suo tempo, alla sua eredità.

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Prince: «He’s back!»

Dopo la fine del lockdown, una donna non riesce più a trovare motivi per andare avanti. Ne ha passate tante in vita sua e crede di non farcela più. Non sa a chi chiedere aiuto, ascolto. Decide di fare una cosa un po’ folle: scrive una mail a Prince Rogers Nelson, morto da più di sei anni, per chiedergli di tornare. A lei piace chiamarlo Skip, il soprannome che gli aveva dato sua madre. Chiede dunque a Skip di aiutarla a decidere cosa fare della sua vita. Spedisce la mail, con il sospetto che non arriverà mai, che lui non risponderà mai. E invece, una sera se lo vede arrivare a casa sua. Con una missione: salvarla. Anche lui, però, ha una missione da compiere: lo hanno lasciato tornare, con il patto che non potrà mai cantare o ballare o suonare. Dovrà invece parlare e affrontare i nodi che ha lasciato irrisolti nel corso della sua vita. Skip e Shara (il soprannome che Skip crea per lei, da Shaharazade) inizieranno così un percorso fatto di parole, racconti, storie, a volte anche dolorose. Il romanzo è ambientato in Italia (Bolsena) e negli Stati Uniti (Minneapolis). Skip e Shara mettono a confronto le loro vite, nel corso di un cammino che è una sorta di osmosi tra loro.
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The Beautiful Prince. Un uomo incredibile raccontato dalle sue stesse parole

“The Baeautiful Prince” racconta la storia del genio di Minneapolis attraverso l’analisi delle sue interviste, da quelle rilasciate alla fine degli anni Settanta a quelle del primo decennio del Duemila. Prince ha sempre avuto un rapporto complicato con la stampa. Essendo una persona molto timida, si sentiva inerme davanti allo sguardo degli altri, in preda al timore di risultare inadeguato, di non essere all’altezza della sua fama. Sembra impossibile da credere, ma Prince, l’uomo che sul palco si scatenava, era seduttivo, ammaliava tutti, uomini e donne, quando si trovava davanti a un giornalista o nel corso di una conferenza stampa, temeva di dire la cosa sbagliata, di rendersi ridicolo (era convinto di avere un tono di voce sgradevole, ad esempio). Tuttavia gli occhi di quei giornalisti – gli occhi che nel corso degli anni lo osservano, lo scrutano, lo giudicano – risultano importantissimi per noi. A volte quegli sguardi sono più importanti delle dichiarazioni e delle parole stesse che Prince pronuncia davanti a loro. Quegli occhi attenti (e spesso malevoli) riescono a cogliere un tic, una smorfia, un gesto di disappunto, che sfuggono al maniacale controllo che Prince esercitava costantemente su se stesso e ci permettono anche di capire qualcosa. Illuminano una circostanza, consentono di inquadrare un momento della sua vita. Nel corso della sua carriera, Prince si è barricato dietro un muro pressoché impenetrabile, per proteggere se stesso e la sua creatività. Molte delle fonti presenti in questo libro concordano sul fatto che quel muro impenetrabile aveva lo scopo di consentirgli di lavorare e di creare spazio all’interno di una bolla che lo faceva sentire sicuro.
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Le iconiche chitarre di Prince

La genialità e l’estro di Prince si sono spesso riflessi anche sulle chitarre che ha suonato, considerate delle vere e proprie opere d’arte. Il libro “Le iconiche chitarre di Prince” racconta in modo semplice e coinvolgente la storia di questi straordinari strumenti musicali. Una ricerca durata diversi anni e diventata una completa retrospettiva, nata dalla passione per un artista che ha influenzato lo scenario musicale della nostra epoca. Interviste esclusive ai liutai Jerry Auerswald e Simon Farmer hanno aiutato a far luce sulla storia di questi oggetti di liuteria con aneddoti curiosi e coinvolgenti. In questo volume (sicuramente più antologico che tecnico) l’autore ha voluto trovare una risposta a domande come: Quali sono le chitarre che ha suonato Prince? Perché hanno delle forme stravaganti? È vera la leggenda secondo la quale una di queste chitarre gli è stata donata da una principessa? Perché la sera del 14 aprile 2016, pochi giorni prima della sua prematura scomparsa, Prince presentò al mondo la GUS Purple Special dai contorni dorati? “Le iconiche chitarre di Prince” cerca di dare una risposta a queste e altre domande, sperando di fare cosa gradita a tutti gli appassionati che sono sempre stati incuriositi da questi dettagli. Già autore del libro “PRINCE Il segno dei miei tempi”, Rudy Giorgio Panizzi è nato e vive a Torino, circondato da monti, colline e meravigliosa arte barocca. Lavora presso la Polizia Scientifica in qualità di esperto nelle analisi delle impronte digitali. Le sue grandi passioni sono la scrittura, il disegno, la musica e, soprattutto, lo straordinario mondo di Prince.
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PRINCE Il segno dei miei tempi: la storia di una grande passione

Nato come nuova e ampliata edizione di “A volte nevica in aprile”, “PRINCE Il segno dei miei tempi” non è soltanto un libro musicale, è la coinvolgente storia di una passione che non si è mai interrotta, diventata ancora più profonda dopo la scomparsa del Genio di Minneapolis. Prince è stato un artista prolifico e rilevante nell’universo della musica contemporanea, ma tanti dei suoi lavori sono rimasti quasi sconosciuti al pubblico italiano. Da questa considerazione e dal dolore per la sua prematura scomparsa, è nata l’idea di scrivere il racconto di questa grande passione (la movimentata autobiografia di un fan). Cercando di far conoscere le mille sfumature di una carriera musicale che non ha eguali, l’autore ha elaborato un’elegante retrospettiva sull’artista Prince Rogers Nelson: compositore, polistrumentista, showman, attore, regista, produttore e manager. Con curiosi aneddoti sull’uomo che ha cambiato l’immaginario musicale dell’epoca moderna (e due capitoli dedicati ai testi delle sue canzoni), questo volume ha l’intento di cristallizzare un’epoca indimenticabile, raccontando ai lettori la testimonianza di un vissuto fatto di musica e colori. Già autore del libro “Le iconiche chitarre di PRINCE”, Rudy Giorgio Panizzi è nato e vive a Torino, circondato da monti, colline e meravigliosa arte barocca. Lavora presso la Polizia Scientifica in qualità di esperto nelle analisi delle impronte digitali. Le sue grandi passioni sono la scrittura, il disegno, la musica e, soprattutto, lo straordinario mondo di Prince.
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Prince, Roger & Me

Nella sua autobiografia, iniziata e mai portata a termine ma pubblicata nelle parti completate, Prince sottolinea come le due figure di riferimento della sua esistenza si materializzassero di continuo dentro la sua personalità, senza soluzione di continuità. In certi momenti lui era sua madre, guardava il mondo attraverso i suoi occhi, in altri sentiva di essere suo padre, quell’uomo così severo e così impregnato di religiosità. Questa spiritualità nella vita interiore passò di padre in figlio.
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Prince The Beautiful One

“Uno degli artisti più creativi e originali di sempre all’opera con la sua più grande creazione: sé stesso. Prince era un genio musicale, uno dei musicisti più talentuosi, amati, acclamati della storia. Era anche un visionario sorprendentemente originale, con un’immaginazione abbastanza profonda da attraversare mondi interi, dal paradiso funk sexy e grintoso di Uptown al mitico paesaggio di Purple Rain alla psichedelia di Paisley Park. Ma il suo atto più ambizioso e creativo è stato trasformare Prince Rogers Nelson, nato a Minneapolis nel 1958, in Prince, la più grande pop star della sua epoca. The Beautiful Ones è la storia di come Prince è diventato Prince: il racconto in prima persona di un bambino che osserva e assorbe il mondo intorno a lui e poi crea un personaggio, una visione artistica e una vita, prima dei successi e della fama che lo avrebbero definito. Il libro è incorniciato dall’emozionante testimonianza dell’editor Dan Piepenbring sulla sua breve ma profonda collaborazione con Prince nei suoi ultimi mesi e da annotazioni che contestualizzano ciascuna delle tantissime immagini. La splendida storia di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, raccontata da Prince stesso attraverso foto inedite, ritagli originali, fogli di musica e i testi della splendida autobiografia che aveva iniziato a scrivere prima della sua tragica morte.”
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Prince. A volte nevica in aprile

L’autore ha seguito tutta la carriera musicale di Prince e, parlando di sé e degli episodi che lo legano all’artista, in realtà compie una retrospettiva sul ragazzo nero che avendo ricoperto tutti i possibili ruoli musicali, compositore, arrangiatore, polistrumentista, cantautore, produttore, dagli anni Ottanta ha reso celebre il Minneapolis Sound. E l’ammirazione per la genialità di un musicista che ha influenzato l’immaginario pop di un’epoca è riassunta nelle parole di Panizzi: «Conservo ancora quel plettro a fianco della mia Cloud Guitar, con l’amore e l’attenzione che si dedicano soltanto alle cose di grande valore».
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Prince. Tutti i testi con traduzione a fronte

«Il più grande rinnegato del sesso in musica dai tempi di Little Richard.» Così un fantasioso recensore salutò Prince al suo apparire, una decina d’anni fa. Il tempo avrebbe confermato quel giudizio, aggiungendo colori alla già ambigua tavolozza: Prince profeta della nuova musica, quella ibrida del secondo millennio, Prince spudorato attore mélo, Prince enigmatico sfinge capace di celare in un labirinto la sua privacy, la sua stessa identità. Oggi lo sfrontato ragazzino del primo album è diventato il re della musica nera, un sovrano così potente da ridurre al rango di valletto anche un boss commerciale come Michael Jackson; e nel corso della sua ascesa al potere non si è mai compromesso, fedele allo stile visionario che tanto deve a Jimi Hendrix, alla torbida sensualità che lo avvicina a Little Richard, all’asciutta ritmica folgorante che riprende certe intuizioni di James Brown e di Sly Stone. Se la musica di Prince è nota a tutti, non così i testi, spesso non inclusi nei long playing. Qui se ne dà conto completamente, per la prima volta in Italia; non manca una sola riga del Prince-pensiero, ora capriccioso ora beffardo ora tenero e disarmante, secondo il mutevole umore del personaggio. A far da guida nel lungo tragitto, una esauriente introduzione di Paolo Prato e una discografia dove fra l’altro si svelano i misteri del mitico black album, il disco mandato al macero da Prince quand’era pronto a invadere a milioni di copie i negozi di tutto il mondo.

Approfondimenti

La fotografia che ritrae Prince nudo su un letto è stata scattata dal fotografo Joe Giannetti, il quale riprese l’artista da 3 angolazioni e sovrappose le fotografia con una quarta scattata in un negozio di arredamenti.

– dal libro “Prince: All The Songs