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Sesso, colori e musical, Mr. Prince

Trascrizione integrale dell’articolo su Prince contenuto a pagina 21, l’Unità, 17 luglio 1988 di Roberto Gualdi

Con un “Lovesexy Tour” perfetto il genietto di Minneapolis tira fuori dal cappello magico la formula per il soul power del futuro

Come un piccolo juke-box impazzito — ora c’è il soul alla James Brown, poi scoppia il rock, arriva il funky, ma nei risvolti si trova anche jazz, accenni di rap, ritmica freschissima. Non è facile individuare tutti gli elementi che Prince inserisce nella sua musica, e alla fine quel che si sente è una formula chimica tutta nuova che non appartiene a nessun genere. Se non forse, a quello della musica colta.

Prince, o della complessità.
Alla luce dei riflettori, giunto finalmente alla prova del palco dopo aver superato (più in Europa che in America) quella delle vendite discografiche, la musica del genietto di Minneapolis si svela e si nasconde in un gioco caleidoscopico.

Il palcoscenico allestito per il Lovesexy Tour occupa il centro del Palatrussardi, con il pubblico tutto intorno, e costringe Prince e i suoi complici musicali a giocare su due fronti: gente plaudente davanti e gente plaudente alle spalle, con il risultato che Prince finisce per non dare le spalle a nessuno — o a tutti.

Così, la sensazione scenica, a cominciare dall’ingresso in scena su una macchina che scorre su rotaie circolari, è quella che il Principe voleva: di partecipazione interattiva, con il palco come un ring coloratissimo e mille angolazioni da curare. Prince e la band si trovano così al centro dell’attenzione e della musica, in mezzo a luci (dominanti il bianco e il viola) che illuminano spesso anche la platea, cercando di annullare lo stacco inevitabile tra chi suona e chi ascolta.

E, per una volta, scenografia e recitazione non sembrano aggiunte posticce a una musica che si trova nei dischi, ma elementi stessi della nuova interpretazione semantica che Prince dà del suo repertorio.

La complessità, allora, più che dalle strutture che si alzano e si abbassano, dalle batterie che spuntano dal pavimento e scompaiono alla vista, dalle inferriate e dai cuori che spuntano dal nulla, è cercata e inseguita proprio nella musica. Sarà quel new power soul che Prince invoca spesso, oppure la ricetta di un artista completo, terrorizzato dall’entrare in modo permanente in un genere, ma tutta la prima parte del concerto si basa su un gioco di occultamento e rivelazione.

Brandelli di canzoni, note e meno note, di Prince, vengono gettate nella mischia di una musica vorticosa con connotati cambiati, spesso private dei gradevoli e orecchiabili ritornelli di superficie, e riescono perle in tutta la loro architettura sonora. Una lunga canzone fatta di diciannove canzoni legate tra loro, non da semplici missaggi, ma da nuove frasi musicali — quasi altrettante micro-canzoni con il compito di amalgamare la varietà.

Protagonista, il piccolo Principe non fa una mossa a caso: domina senza strafare, con perfetto senso della musica. Sheila E. lo dirige e lo segue con un senso tutto nuovo della ritmica, come gli costruisse sotto i piedi una strada di tempi piena di curve e di svolte improvvise.

Quello che Sheila rappresenta per la costruzione musicale, Kat — ballerina irresistibile, alter ego scenico di Prince — è per l’apporto coreografico un punto di riferimento mobile cui Prince non può sottrarsi.

Altri elementi irrinunciabili: le tastiere di Doctor Fink, più un secondo set di tastiere elettroniche; chitarra e basso eccellenti (Miko Weaver e Levi Seacer), sassofono, tromba e ancora percussioni.

L’esecuzione, dunque, rasenta la perfezione, con un Prince che domina la scena alla sua maniera: da ballerino, da chitarrista, da provocatore, da callas e da direttore d’orchestra, con la recitazione che non coinvolge solo i movimenti, ma le più piccole espressioni del viso, le occhiate alla band, gli ammiccamenti al pubblico.

Il Lovesexy, appunto, quell’unione forse impossibile di amore puro e sollecitazioni sessuali, si realizza soprattutto musicalmente: e la scena — quella scena costata milioni di dollari e mesi di prove — non prende il potere sulla suggestione del pubblico ma accompagna soltanto la musica.

La prima parte scorre via in uno stordimento funk acuminato, quasi violento. Le parentesi morbide (Adore, ad esempio) sono spesso tagliate e inserite in punti diversi, come se Prince, dopo le trasgressioni e le divagazioni nella carnalità, tornasse convinto a una dolcezza asessuata per piombare poi nella provocazione sessuale.

La sensazione per il pubblico, conquistato già alle prime note, è quella di seguire l’inafferrabile Prince: dà e toglie, si concede e si dimostra inafferrabile.

Pop Life, Controversy e Dirty Mind, tre hit messi in fila quasi per uno scherzo sonoro che gioca ad amalgamare elementi non omologhi, contengono invenzioni che basterebbero a fare un disco — forse addirittura una carriera.

Così come il finale del primo tempo, con un Prince solo al pianoforte, sollevato dalle strutture mobili del palco, si inserisce nella tradizione del soul traendone i presupposti e affermandone la sostanza: conta l’anima, l’intensità.

Si arriva all’esplosione: ed è un secondo tempo che smentisce i presupposti della prima parte del concerto. Ancora una volta Prince afferma e nega nello stesso tempo, rifiuta la logica della canzone standardizzata in tre minuti di musica per recuperare la complessità della composizione, e nel frattempo colora un disegno fatto esclusivamente di canzoni.

Eye No apre la seconda parte e, quando arriva subito dopo Alphabet St., si capisce che si tratta quasi di un secondo concerto, dedicato ai colpi grossi — a quelle canzoni disseminate in dieci album che hanno indicato vie nuove a tutta la musica degli anni Ottanta.

È un tema che Prince può svolgere con molte calligrafie, ma sceglie quella del soul, con lunghe digressioni alla James Brown che ripiombano puntuali nella complessità dei ritornelli o dei ponti di congiunzione tra ritmi e tempi differenti, in una scrittura che ricorda più il jazz che la musica giovane di quattro tempi.

Glam Slam, Kiss, I’m Cross — è un diluvio di bozzetti discografici che sulla scena si colorano e si precisano, conditi dalla scenografia mutevole e dalle luci.

E arriva anche Purple Rain, con la chitarra di Prince che tira smagliate elettriche che parlano al cuore: è l’ovazione di rito. Lovesexy, infine, chiude le danze, con un’invocazione che è quasi una preghiera divertita.

Il new power soul nasce su questo palco. Oppure non nasce.

Questo documento è riprodotto a fini di documentazione storica e culturale.
Tutti i diritti sui testi e sulle immagini appartengono ai rispettivi autori e alle testate originali.
Nessun uso commerciale è previsto o consentito.

Fonte: l’Unità, 17 luglio 1988 – articolo di Roberto Gualdi.

Immagine di Andrea Galbiati

Andrea Galbiati

A 15 anni la folgorazione con "Lovesexy", da li un crescendo di emozioni. Fondatore del sito Prince.it
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Il Giovane Prince Diventa Digitale ... Pre fame NFT

Introduzione agli NFT

Una introduzione al mondo degli NFT è doverosa prima di iniziare a parlare del progetto di Robert Whitman. Negli ultimi anni molti di noi avranno sicuramente sentito parlare di questi “oggetti” misteriosi, gli NFT.

Ma cosa sono? partiamo dalla definizione, NFT è l’acronimo di “NON FUNGIBLE TOKEN”, tradotto letteralmente in Token Non Fungibili. In italiano la parola fungibile indica un bene che, non avendo specifica individualità, può tenere l’uno il posto dell’altro agli effetti giuridici (come ad esempio il denaro). Partendo da questa definizione è facile comprendere come la non fungibilità del Token indichi la sua unicità. Ecco che il nostro NFT diventa una sorta di certificato di proprietà univoco che attesta il possesso di un prodotto digitale, sia esso un’immagine o un video.

Ma com’è possibile tutto ciò e come digitalmente si possa possedere il diritto univoco su un’immagine? Ci viene in soccorso il Bitcoin, o meglio la tecnologia che sta dietro di esso. La blockchain, in parole semplici, è una serie di stringhe di codice molto lunga che garantisce in modo sicuro la sua unicità. Gli NFT nascono qualche anno fa nel settore gaming, come rappresentazione di card virtuali o di gif animate, ma ben presto vengono usati in altri settori tra cui l’arte e la musica.

Il Progetto Pre Fame

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Abbiamo discusso qualche anno fa sull’uscita di questo splendido libro di Robert Whitman intitolato “Prince Pre-Fame”, bene lo stesso Robert ha deciso di trasformare l’intero libro in un NFT. Se il libro è stato stampato in 1.100 copie, qua abbiamo a disposizione 1.977 “copie” delle immagini contenute nel libro. Se per l’edizione cartacea avevamo la numerazione a mano e l’autografo del maestro Whitman, qua possederemo oltre ai file in alta risoluzione dell’NFT che certifica la proprietà. 

Il prezzo? il solito affarone, per soli 257,05$ (al momento in cui scrivo) potrete acquistare l’intero libro … ma attenzione, il prezzo è legato alla crypto valuta ETH, quindi il suo valore potrebbe mutare. E visto che i numeri sono importanti il prezzo in crypto è stato fissato a 0.1977 ETH.

Guida all'acquisto dell'NFT

Abbiamo provato per voi a simulare un acquisto dell’NFT per capire la procedura. Per prima cosa dovrete collegarvi alla pagina web del libro, vi apparirà un breve video di presentazione e più sotto la pagina di acquisto. Le possibilità sono due, acquistare gli NFT tramite crypto accedento al vostro wallet metamask, oppure per chi non ha dimestichezza con il mondo delle monete elettroniche tramite la propria carta di credito.

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La procedura con carta di credito è estremamente semplice, basterà cliccare sul terzo pulsante partendo da sinistra “MINT WITH CREDIT CARD”. In realtà la stessa schermata vi apparirà se deciderete di acquistare con le vostre crypto.

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Cliccando sul seconto pulsante in basso “BUY WITH CREDIT CARD” vi si aprirà una finestra pop up, il servizio è offerto da crossmint.io, quindi avrete bisogno di creare un account. La procedura è semplicissima e intuitiva, vi verrà richiesta una mail dove sarà inviato un codice alfanumerico a titolo di password.

Non vi resterà che cliccare sul tasto verde in basso “CONTINUA”, si aprirà una nuova finestra pop up dove potrete finalmente completare l’ordine.

prince-pre-fame-nft-guida-acquisto-carta-credito-03

I più attenti noteranno che nel carrello ci sono 2 articoli, aprendo la tendina infatti si noterà che oltre i 252,96 dollari al momento in cui scriviamo dovremo pagare 4,09 dollari a titolo di “Ethereum Network Fees”. Le gas fee sono commissioni pagate dagli utenti per compensare il dispendio di energia necessario per elaborare e convalidare le transazioni sulla blockchain di Ethereum.

Vi ricordo che i prezzi variano di continuo in base alle quotazioni delle cryptovalute.

Nel caso in cui invece possedete già un wallet con MetaMask non dovrete fare altro che connettervi con esso. La procedura è semplice sia da mobile che da desktop. 

Conclusioni

Lascio trarre a ognuno di voi le somme di questa operazione, cyber-marketing o bufalona? Credo che la copia cartacea abbia un valore affettivo, morale ed anche economico impareggiabile … ma attenzione, il mondo virtuale può regalarci inaspettate sorprese. Può essere un buon investimento? chissà … io il mio NFT l’ho preso.

Immagine di Andrea Galbiati

Andrea Galbiati

A 15 anni la folgorazione con "Lovesexy", da li un crescendo di emozioni. Fondatore del sito Prince.it
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